Twitter e la censura
E' stato pubblicato ad inizio settimana il primo Twitter Transparency Report, in linea con il motore di ricerca Google che pubblica periodicamente un report relativo alle richieste di censura ricevute.
La pubblicazione non è avvenuta in un momento casuale: infatti mercoledì 4 luglio è il giorno dell'Indipendenza negli Stati Uniti.
Twitter ha deciso di seguire l'esempio di Google per agevolare e sostenere la trasparenza e il diritto di espressione ed informazione all'interno del suo social media:
"One of our goals is to grow Twitter in a way that makes us proud. This ideal informs many of our policies and guides us in making difficult decisions. One example is our long-standing policy to proactively notify users of requests for their account information unless we’re prohibited by law; another example is transmitting DMCA takedown notices and requests to withhold content to Chilling Effects. These policies help inform people, increase awareness and hold all involved parties––including ourselves––more accountable; the release of our first Transparency Report aims to further these ambitions." si legge nel post del blog di Twitter.
Quali sono le informazioni più interessanti?
- Nel primo semestre 2012 Twitter ha ricevuto più richieste di censura dagli Stati che nell'intero 2011. Se nel 2011 Twitter aveva ricevuto solo 849 richieste nel solo primo semestre 2012 le richieste sono state 3378;
- La maggior parte delle richieste di rimozione del 2011 provengono dagli USA, seguiti da Giappone e Canada. Questi dati sono profondamente diversi rispetto ai dati di Google in cui i Paesi europei più popolari (Italia, Francia e Germania) avevano effettuato numerose richieste di rimozione mentre in Twitter le richieste di censura da questi paesi sono pressochè nulle. Viene comunque confermato il fatto che i Paesi più evoluti e ricchi sono anche quelli che prestano maggiore attenzione ai social media ed alle nuove metodologie di diffusione delle informazioni.
In conclusione…
Il primo transparency report di Twitter non introduce novità rilevanti. L'elemento che personalmente mi ha colpito positivamente è il fatto che il tentativo di censura su Twitter da parte degli Stati è notevolmente inferiore a Google (anche se in parte era ipotizzabile data la differente natura dei due portali web).
L'unico governo molto attento a Twitter è quello statunitense sebbene si dichiari paladino della libertà di espressione.
Le basse richieste di censura non devono far pensare, però, che Twitter non sia veicolo di informazioni: i movimenti giovanili in Libia, in Siria e il terremoto in Emilia sono solo alcuni esempi di come Twitter sia un prezioso veicolo di informazioni, spesso molto più del primo social media, Facebook.