Terremoto e social networks

Terremoto e social networks

 

 

Il terremoto che ha scosso e continua a colpire l'Emilia in questi giorni ha catalizzato l'attenzione dei social networks nella maggior parte dei casi in modo positivo.

Su tutti i social media, soprattutto tra gli utenti residenti in Emilia Romagna, sono numerosi i post di solidarietà e, soprattutto, post che offrono informazioni utili quali i numeri di emergenza e soprattutto informazioni in merito a come aiutare i terremotati (fornendo cibo, medicinali…).

Il social media più attento alle esigenze del terremoto è stato Twitter. Gli utenti di Twitter hanno scritto numerosi post di solidarietà, di informazioni utili per gli aiuti e sono stati alla base della nascita del movimento contro la parata del 2 giugno a Roma e alla presenza del Papa a Milano il 3 Giugno.

Non tutti gli utenti sono stati in grado di gestire la tragedia in modo corretto. Non sono mancati post di cattivo gusto, spesso superficiali. In particolare, un tweet ha generato indignazione e rabbia tra gli appassionati di twitter ed è stato quello di Groupalia:

grupalia tweet terremoto

Immediate sono state le reazioni degli utenti Twitter, obbligando la società a scusarsi.

Groupalia scusa

Scuse che,però ( e giustamente a mio avviso), non sono bastate a calmare gli animi del popolo di Twitter.

Altro tweet che ha generato sconcerto è stato quello dell'azienda Brux Sport:

tweet brux

Alcuni ritengono che non si tratti di tweets sbagliati ma che si tratti di mere strategie di marketing aziendali secondo la logica di Oscar Wilde ("L'unica cosa peggiore del far parlare di sé è il non far parlare di sé). Personalmente credo che si sia trattato di post di cattivo gusto e non di una strategia aziendale. Quello che è certo e che tutte le aziende dovrebbero sempre tenere in considerazione è che all'interno dei social media, come nella vita, bisogna utilizzare il buonsenso. Non bisogna mai dare per scontata la gestione dei social media perché un errore può distruggere la popolarità, i clienti fidelizzati e l'affidabilità dell'azienda.

A parte questi ed altri casi di post di cattivo gusto, i social media (spesso molto più che i mass media) hanno saputo e sanno essere uno strumento fondamentale di utilità e solidarietà: al loro interno le informazioni utili sulle modalità migliori di aiutare, la solidarietà oggettiva supera nettamente l'inutile retorica tipica della televisione.

E, quindi, ancora una volta i social media dimostrano di essere molto più "umani" ed innovativi dei mass media tradizionali.

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